Giù il cappello! Qui siamo di fronte ad uno dei (pochi) massaggi primari. Riconosciuto dalla medicina tradizionale ed anzi da questa fortemente utilizzato e suggerito in molte fasi critiche dell’esistenza - soprattutto al femminile - quali la gravidanza e il post-parto, i casi di insufficienza venosa o l’edema post-operatorio, i problemi di asma bronchale o gli eventi di ipertensione e tanto altro ancora. Il suo terreno di intervento è il circuito linfatico, lungo il quale scorre, appunto, la linfa, un liquido che ha il compito di portare via tutte le scorie e le tossine che quotidianamente tendono ad accumularsi nel nostro organismo. Quello linfatico è un sistema circolatorio, come quello del sangue, ma con un elemento fondamentale in meno. Qui manca il cuore che pompa e “spinge” il flusso: il movimento della linfa è dettato da meccanismi meno complessi, come la contrazione muscolare, ma soprattutto può essere ostacolato - o deviato - da una innumerevole sequenza di casi.

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Dopo aver discettato di docce emozionali, parlare del Metodo Kneipp è davvero come passare dal profano al sacro in un solo momento. E non tanto perchè il suo creatore Sebastian Kneipp, tedesco nato in Baviera nel 1821, svolgesse la sua opera come sacerdote. Ma, soprattutto perchè qui siamo di fronte ad un sistema davvero efficace, elaborato da un maestro di vita. Occorrerebbero fiumi di inchiostro per descrivere accuratamente i principi ispiratori della sua esistenza e degli scritti nei quali sono contenuti quelle pratiche.

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Questa espressione ormai di uso comune identifica un sistema più o meno complesso di giochi d’acqua, accompagnato da un’orchestra di cromatismi di luce, effetti sonori e aromi diffusi (che dovrebbero essere) in grado di stimolare sensazioni piacevoli. Svolgono una funzione scenografica accattivante e, in termini di caratterizzazione dell’ambiente, sono tra gli elementi che restano maggiormente impressi nella memoria emotiva degli ospiti, particolarmente di quelli meno consueti nella frequentazione di Spa di livello.

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In uno dei periodi storici più ricchi di sperimentazioni in campo di benessere, i mitici anni ottanta, nasce in California anche questa tecnica di massaggio in acqua che accorda l’ambientre ideale per il relax psico-fisico, l’acqua appunto, con una delle manipolazioni più apprezzate a quei tempi, come anche ai giorni nostri: nasce così il Water Shiatsu, che fa presto a diventare Watsu. L’acqua, tra 1 mt e 1,20 di profondità, è tenuta pressappoco alla temperatura corporea, il watseur sostiene l’ospite al galleggiamento e, utilizzando braccia e gambe, si produce in una serie di pressioni e stiramenti che sono quelli tipici del massaggio orientale.

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Le parola al benessere

Una vera torre di Babele comunicativa. Da sempre il wellness è oggetto delle interpretazione più fantasiose. Da questo numero prende il via una rubrica che punta a restituire il significato autentico alle parole del benessere.

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Una Spa in ogni città

La grande capacità produttiva dell’industria del benessere italiana ha avuto origine nel mondo delle terme e sono ancora i centri termali, sotto forma di stabilimenti e grandi alberghi, a capeggiare la lista delle strutture più prestigiose. E tuttavia, la Spa cittadina, se in grado di cambiare registro e investire su qualità e professionalità, è destinata ad insidiare questa supremazia. In primo luogo perché non richiede i trasferimenti e i costi alberghieri delle stazioni termali. E poi perché permette una fruibilità costante nel corso dell’anno.

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