Terme di Saturnia SPA & Golf

L’unicità di Terme di Saturnia nasce dalla presenza della sorgente termale dalle caratteristiche eccezionali. L’acqua piovana, dopo un percorso in profondità che parte dalle viscere del monte Amiata, impiega circa quarant’anni per filtrare, goccia a goccia, attraverso le micro-fessure dei calcari cavernosi. Mentre una copertura argillosa, dello spessore di 60 metri, la isola da ogni contatto con l’esterno. Così, pura – ma arricchita da un’alta concentrazione di gas e sali minerali – l’Acqua Sorgiva rivede la luce solo nella grande piscina termale naturale al centro del resort, alla temperatura costante di 37,5°. La stessa del liquido amniotico che protegge la vita al suo nascere. Un meraviglioso flusso, di quasi 500 litri al secondo, consente alla piscina un ricambio completo ogni 4 ore, per 6 volte al giorno.

Dal Mito alla Storia

Narra una leggenda che Saturno – divinità dell’abbondanza – un giorno si adirò con gli uomini per le loro continue guerre. Scagliò sulla terra una folgore e fece zampillare un’acqua sulfurea e tiepida che ricoprì il mondo e lo pacificò. Da quell’acqua accogliente come un grembo materno nacquero uomini più saggi e più felici. Teatro della leggenda era il cuore della Maremma toscana, Saturnia, dove l’acqua zampilla con una portata di 500 litri al secondo a una temperatura costante di 37,5°. Sempre secondo la leggenda, la cui origine si perde nella notte dei tempi, Saturnia è stata la più antica città italica.Di certo sappiamo che già esisteva ai tempi degli etruschi, con il nome di Aurinia, poi ribattezzata dai romani con il nome che porta ancora oggi. Del passato di Saturnia restano tracce affascinanti nella cerchia di mura risalenti al IV-III secolo a.C., nella Porta Romana e in un’antica costruzione termale, nei pressi della chiesa parrocchiale, dove si riconosce una piscina quadrata. Durante il Medioevo, la terra maremmana fu oggetto di continue contese. Malgrado i feudatari locali avessero costruito fortilizi difensivi, le truppe di Orvieto e Siena la invasero più volte con il risultato che la bonifica dei terreni paludosi iniziata da etruschi e romani fu abbandonata.
Solo nel 1828 il Granduca di Toscana Leopoldo II diede il via a nuove opere di drenaggio. La Maremma allora diventò la terra meravigliosa che conosciamo e si ripopolò grazie alle migliori condizioni ambientali.

Info

Contatta la Struttura
Inserisci i tuoi dati
Letto 861 volte

Seleziona una Regione