Quante discussioni, intorno a questo parametro: minacce di denunce, mail furibonde, telefonate di complimenti “bravi, avete denunciato il racket!”... Vediamo cosa avevamo scritto, poi lo commentiamo.

Questo parametro è l’unico opzionale. Anche se una vera Spa, un centro salus per aquam che voglia dirsi prestigioso non può farne a meno. La presenza di principi attivi termali, di diversa origine e composizione, nelle acque e/o nei prodotti utilizzati nelle Spa, non è requisito essenziale, anche se molto, molto importante. Il termalismo può essere originario oppure artificiale, in questo secondo caso addizionando alle acque naturali componenti termali provenienti da stabilimenti riconosciuti (anche se questa pratica non è precisamente disciplinata su alcun piano, regolamentare o normativo). La ricchezza e la capacità di produrre immensi benefici per la salute delle acque termali italiane è riconosciuta in tutto il mondo. Anche se molto ci sarebbe da dire su alcune trasformazioni (si pensi alle notevoli modificazioni della temperatura all’origine per favorirne l’utilizzo) che vengono effettuate su questo prezioso patrimonio. Ad ogni modo, la grande capacità produttiva dell’industria del benessere italiana ha avuto origine nel mondo delle terme e sono ancora i centri termali, sotto forma di stabilimenti e grandi alberghi, a capeggiare la lista delle strutture più prestigiose. Un riconoscimento dovuto. Tuttavia, la Spa cittadina – se saprà cambiare registro e investire su qualità e professionalità - è destinata ad insidiare quella supremazia. In primo luogo, perché la sua frequentazione non comporta i trasferimenti e i costi alberghieri della stazioni termali, quasi tutte distanti dai grandi comprensori urbani. E poi, perché (soprattutto) permette una fruibilità costante nel corso dell’anno. Questo è il vero elemento vincente. Ma, bisogna avere le qualità per saperlo sfruttare.

Questo è quanto era riportato sul primo numero e lo ribadiamo. Non serve a nulla sventolarci sotto il naso la legge 323 del 2000 sul riordino del settore termale (che conosciamo a memoria), perchè quella norma, volutamente fumosa e insufficiente, chiesta allora a gran voce dalle aziende termali, dalle stesse è stata messa in discussione un minuto dopo la pubblicazione, visto che non risolve un bel niente e anzi ha finito per creare un arroccamento che ha solo danneggiato il mercato. Perchè se è vero che un centro estetico non è un centro benessere, è altrettanto vero che spesso nemmeno lo stabilimento termale lo è, in quanto privo o dell’una o dell’altra delle 3 fasi essenziali che lo compongono.

L’elemento terapeutico è importante, nessuno lo nega, e l’efficacia curativa delle acque, superba. Ma qui si sta parlando d’altro, e sarà bene non fare confusione. E quanto ai prodotti termali utilizzati da Spa non riconosciute? Qui la contestazione appare davvero surreale, dato che non vi è alcuna usurpazione. Le Terme italiane hanno (giustamente) tentato di sfruttare commercialmente la propria ricchezza inondando il mercato di prodotti con la scritta “termale” bene in vista. Si trovano ovunque. Per cui, se per ipotesi un centro non venisse regolarmente fornito di creme, sieri, fanghi e lozioni da un laboratorio termale autorizzato, potrebbe sempre chiedere alla profumeria più vicina che sarà ben lieta di vendergli prodotti salus per aquam da addizionare alle piscine, fanghi per la cellulite e tutto il campionario termale del quale dispone.

Per la naturale responsabilità che ricade su ciascun centro benessere che si rispetti di avvisare il cliente circa la natura e l’origine dei prodotti utilizzati all’interno della struttura e nel corso dei trattamenti - anche per i sempre più frequenti casi di allergie e intolleranze - ecco che la comunicazione acquista un ruolo di trasparenza e prevenzione piuttosto che di pubblicità vietata. Insomma, un pò di buon senso non guasterebbe, perchè se si pretende il rispetto delle regole questo deve valere sempre e non solo quando fa comodo alla propria parte. Centri e alberghi termali godono del nostro massimo rispetto, ma il mondo si evolve e il mercato cambia. Sarà bene prenderne atto e pensare in maniera finalmente costruttiva a cosa fare per portarsi a casa una bella fetta di questo mercato in perenne crescita.

La vera Spa deve saper essere completa. Completezza nel benessere vuol dire capacità di donare relax psico-fisico stimolando in maniera equilibrata tutti e 5 i sensi dell’individuo.

Aromi, suoni, colori, le mani che sanno sfiorare e pressare, gli infusi di erbe e le dotazioni nello spazio relax, sono tutti elementi necessari e decisivi. Ciascuno di essi deve concorrere, in misura bilanciata, a creare quello stato di Armonia. Senza dimenticare anche il sesto e settimo senso. Perché nel benessere basta un niente per mandare a rotoli anche la più scrupolosa organizzazione.

Un tono di voce appena alterato, un gesto disarmonico, un odore sgradevole, sul momento passato inosservato: quante volte accade di non tornare in un posto apparentemente gradito, senza neppure essere in grado di spiegare perché. I nostri 5 sensi sono stati soddisfatti, ma nel nostro inconscio si è appiccicata una sensazione poco piacevole. Sarà sempre quella decisiva.

Tra tutti, certamente, il parametro più complesso. Decidere se dare vita o meno ad una Spa, oppure se operare un corposo restyling di una struttura già esistente non sono, come si crede, le decisioni più critiche per un imprenditore del benessere. Almeno non quanto il come realizzare la struttura.

Tra chi fa da sè, chi si affida all’amico architetto, chi sceglie una consulenza parziale o “chiavi in mano”, chi si mette nelle mani delle aziende fornitrici di strumenti e macchinari, chi cerca di copiare...

Tante sono le soluzioni scelte, ed è chiaro che già qui si decidono le sorti della futura impresa: commettere errori in questa fase può essere fatale. Ad ogni modo, qualunque sia l’indirizzo mscelto, è fondamentale che la Spa possieda una sua propria anima. Che il suo carattere, la sua personalità vengano fuori fin dal momento dell’ingresso, secondo un percorso armonico che coinvolga non soltanto, com’è naturale, gli ambienti benessere, ma anche la reception, gli spogliatoi. E persino la facciata dell’ingresso e il parcheggio sarà opportuno che siano in tono con tutti gli altri elementi all’interno. Arredi e rivestimenti scelti e realizzati con cura, una regia luci - anche nella combinazione naturale/artificiale - in grado di valorizzare mgli ambienti e creare armonia. Cabine trattamenti spaziose (anche quelle singole), ma mai eccessivamente ricche, quasi minimaliste. Una buona dose di cabine per trattamenti in coppia. Gli spazi comuni (area umida, area relax) di dimensioni importanti, anche se la scelta del centro di qualità sarà sempre di occuparli con un numero limitato di ospiti contemporaneamente.

Centrale è la distribuzione degli ambienti: prossimità e circolarità degli spazi sono spesso canoni vincenti. Del resto, come già sottolineato nel primo numero di mquesto Magazine, camminare per decine di metri, attraversare porte, superare scale per andare da un punto all’altro del proprio percorso mdi benessere è caratteristica di molti centri. In particolare di quelli con scarsa progettualità o creati da un team di esperti in altri settori, non nel benessere.

Ingresso libero? No, grazie.

L’abbiamo già detto, ma torniamo a sottolinearlo. Non è una Spa o un centro benessere di qualità quello che lasci i propri ospiti liberi di entrare e fare quello che gli pare. Per carità, può anche capitare di lasciar effettuare un ingresso generico agli ambienti, ma questo non deve significare anarchia o assenza di indirizzo da parte della struttura gestionale. Le operatrici dovranno accompagnare, con discrezione, e controllare, quasi invisibili, l’intera permanenza degli ospiti. Anche per fornire precise indicazioni circa i tempi del corpo, fondamentali per non rischiare di trasformare un percorso vascolare, una fase di relax psico-fisico in un affaticamento dell’organismo. Per frequentare una Spa - tranne casi particolari - non serve ricorrere al medico, basta uno stato generale di buona salute.

Quanto alle scelte in listino, è bene che queste non si riducano a solo poche opzioni: una Spa di livello alto sa parlare fluentemente di benessere in tante lingue diverse. E troverà sempre quella giusta per comunicare con qualsiasi tipo e costituzione di ospite. Il comfort degli ambienti e il piacere delle manualità devono avere come primo risultato l’abbandono del cliente. L’abbandono, infatti, è il primo obiettivo di un centro che si occupi di benessere: quando l’ospite si trova in quello stato di estasi, di completo relax psico-fisico, persino il trattamento più strettamente estetico si sublima, dando esiti altrimenti non raggiungibili.

L’informazione deve essere precisa e completa ben prima della visita.

Esistono 2 livelli di informazione nel benessere: il primo è quello che si effettua nella presentazione al pubblico dell’azienda per comunicare chi siamo e cosa facciamo. In questa fase gli strumenti principalmente utilizzati sono 3: il sito web, la brochure e i messaggi pubblicitari sui media. A parte questi ultimi, che dovranno soprattutto incuriosire e stimolare attraverso immagini e testi evocativi, i primi 2 avranno principalmente il compito di informare, fornendo - senza tediare il lettore - il maggior numero di notizie sugli ambienti, i prodotti, le manualità che incontreranno nel corso dei rituali. Va ricordato che nel Benessere nulla più della conoscenza costituisce stimolo all’acquisto e il centro Spa che sceglie di lavorare con qualità non teme il cliente consapevole, al contrario lo apprezza. Perchè sa bene che la sua propensione alla spesa sarà sempre superiore a quella di un ospite distratto.

Il secondo livello di informazione è quello che viene messo in atto al momento dell’arrivo degli ospiti nel centro. In questa fase conta molto cosa si dice, ma conta molto di più il come, il modo nel quale le notizie vengono date. Postura, tono della voce, cortesia priva di orpelli, chiarezza di esposizione e grande conoscenza della materia sono gli elementi sui quali uno Spa Manager deve lavorare per formare il proprio team alla Reception. L’accoglienza è un sorriso. Che va accompagnato dalla capacità di dare risposte puntuali e corrette anche alle domande più impegnative. Ecco perchè l’incarico di ricevere gli ospiti della Spa non va affidato a delle hostess di bell’aspetto e basta, ma a persone in grado di creare comfort, con una profonda esperienza in materia di benessere. Nei casi di Hotel Spa, reception dell’albergo e del centro, com’è chiaro, devono avere ognuna una propria sede e una propria indipendente organizzazione.

E’ comunque opportuno che, quantomeno nelle giornate in cui sono maggiori i flussi di arrivo in hotel, una receptionist Spa affianchi sempre lo staff al ricevimento.

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