Parametro 07

Numero e composizione dei trattamenti

Una proposta eccellente non si misura dal numero di voci in listino, ma dalla capacità di offrire percorsi coerenti, comprensibili e affidati a professionisti preparati.

Ingresso libero? No, grazie.

L’abbiamo già detto, ma torniamo a sottolinearlo. Non è una Spa o un centro benessere di qualità quello che lascia i propri ospiti liberi di entrare e fare quello che gli pare.

Per carità, può anche capitare di lasciar effettuare un ingresso generico agli ambienti, ma questo non deve significare anarchia o assenza di indirizzo da parte della struttura gestionale. Le operatrici dovranno accompagnare, con discrezione, e controllare, quasi invisibili, l’intera permanenza degli ospiti.

Anche per fornire precise indicazioni circa i tempi del corpo, fondamentali per non rischiare di trasformare un percorso vascolare, una fase di relax psicofisico, in un affaticamento dell’organismo. Per frequentare una Spa — tranne casi particolari — non serve ricorrere al medico, basta uno stato generale di buona salute.

La composizione del listino

Quanto alle scelte in listino, è bene che queste non si riducano a solo poche opzioni: una Spa di livello alto sa parlare fluentemente di benessere in tante lingue diverse. E troverà sempre quella giusta per comunicare con qualsiasi tipo e costituzione di ospite.

Il comfort degli ambienti e il piacere delle manualità devono avere come primo risultato l’abbandono del cliente. L’abbandono, infatti, è il primo obiettivo di un centro che si occupi di benessere: quando l’ospite si trova in quello stato di estasi, di completo relax psicofisico, persino il trattamento più strettamente estetico si sublima, dando esiti altrimenti non raggiungibili.