Ti trovi in Blog
Mercoledì, 11 Aprile 2018 17:35

Benessere o non Benessere

Scritto da

Benessere. Parola chiave della società contemporanea.

Se ne parla ovunque: sui giornali, in tv, su internet, tra la gente. E nel mondo imprenditoriale, pronto a investire in questa nuova Bengodi, affascinato da tassi di crescita a 2 cifre, così rari nelle fasi di sviluppo, figurarsi in questi tempi di crisi. Ma, quando parliamo di benessere a cosa realmente ci stiamo riferendo? Apparentemente, siamo di fronte ad un concetto dilatabile all’infinito. Partendo dall’alimentazione, passando per i temi legati alla salute, fino alle pratiche di meditazione ascetica, tutto può essere riconducibile al benessere.

A questa varietà di interpretazioni, già di per sè in grado di generare malintesi, si somma la grande incertezza - normativa, disciplinare, persino terminologica - esistente tra gli stessi operatori del settore. Che sono spesso i primi a confondere: fitness con wellness, centro estetico o istituto di bellezza con SPA, cliniche per il dimagrimento con stabilimenti termali e così via. Così che sotto la voce centri benessere si trovano spesso catalogate tanto l’hair stylist con cabina estetica, quanto il centro laser anticellulite, il ristorante macrobiotico, la palestra con sauna, il centro tai chi e chissà cos’altro. Attività degne del massimo rispetto, sia chiaro, ma che solo talvolta, e soltanto marginalmente, presentano punti di contatto con il benessere in senso stretto. Basta dare un’occhiata ai principali portali del benessere o alle guide più diffuse del settore per rendersi conto di quanto grande sia la confusione sotto il sole splendente del wellness in salsa italiana. Un mercato che nel nostro paese vale alcuni miliardi di euro e con una crescita che sfiora il 10% non merita questo caos comunicativo.

Nella latitanza del legislatore, è stato il mondo dell’impresa a muoversi, commissionando alcune ricerche sul campo, più o meno accurate. La più approfondita, affidata dalla Unipro ai ricercatori della Bocconi, ha cercato di elaborare delle linee guida per stabilire con certezza cosa si intenda per centro benessere e così identificare in maniera definitiva le aziende qualificate a rientrare nella categoria. La ricerca, articolata nel biennio 2008/2009, è giunta a conclusioni che ormai risultano condivise: si definisce centro benessere quella struttura che presenti 2 requisiti fondamentali. Innanzitutto, che abbia al suo interno 3 spazi ben definiti e contigui: Un’ Area Umida - piscine, bagni di vapore, calidarium, etc., un’Area dedicata ai Trattamenti Viso/Corpo e, infine, un’Area destinata al Relax e al ripristino della naturale temperatura corporea. Come secondo requisito, la ricerca individua quello della esclusività - o, quantomeno, della prevalenza. In sostanza, nella struttura così identificata il core business - ossia, l’attività principale, se non proprio l’unica - dovrà essere rappresentata dall’offerta di servizi finalizzati al relax psicofisico e al miglioramento estetico senza alcun intervento invasivo. Si tratta di pochi, ma inequivocabili concetti.

Per capirci, un Fitness Center di 1000 mq con 100 mq di sauna, bagno turco e cabine massaggio, resta un fitness center, solo più attrezzato e competitivo. I ricercatori vanno anche oltre, puntando ad identificare le Spa, i centri Salus Per Aquam. In sintesi, se la struttura che abbiamo sopra definito centro benessere arriva a possedere una dimensione importante, per volume dell’impianto (oltre 300 mq), numero e ampiezza delle cabine per i trattamenti manuali viso/corpo, un’area umida molto articolata - piscine termali e non, idromassaggio, talassoterapia, vari ambienti caldi con differenti temperature e umidità, etc. - ecco che abbiamo una SPA: se si trova all’interno di una struttura ricettiva, configurerà una Hotel SPA; collocata in un centro abitato, ma senza l’offerta di soggiorno, prenderà il nome di Day SPA. Si tratta di nozioni poco più che elementari, riconosciamolo. Eppure, c’è voluto del bello e del buono perché qualcuno si incaricasse di elaborarle. E altra acqua - è più che mai il caso di avvalersi della metafora - dovrà scorrere perché il rutilante mondo del benessere si convinca ad adottare concretamente quei principi. Ci saranno ulteriori resistenze. Ma, un processo inarrestabile si è ormai messo in moto. Saprà diffondersi rapidamente e in profondità grazie ad un alleato formidabile: il consumatore. Curioso, informato e moderatamente diffidente, ora quando nota l’insegna “ Centro Benessere Parrucchiera Lina” dapprima manda un gemito di disapprovazione. Poi, tira dritto.

Letto 161 volte

Chiedi maggiori informazioni