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Venerdì, 13 Aprile 2018 07:40

Chi ha paura di 100 Best?

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Le reazioni alla nostra iniziativa. Dalle entusiastiche a quelle sull’orlo di una crisi di nervi.

Il 3 dicembre del 2010 usciva il primo numero del Magazine con la Guida “Le 100 Migliori Spa italiane” accompagnata dal Portale www. le100migliorispaitaliane.it. Probabilmente, un potente terremoto avrebbe provocato scossoni meno violenti. La metafora serve a rendere l’idea di tutto quello che è venuto dopo l’uscita della pubblicazione. Non che pensassimo di entrare in punta di piedi, per carità. Ma il baillame che la nostra iniziativa ha provocato di sicuro non ce l’aspettavamo. Breve rassegna delle reazioni suscitate. C’è stato:

  1. chi ci ha amorevolmente snobbato - in particolare le (poche) grandi aziende e i centri termali - e poi vedremo perchè;
  2. chi ci ha riempito di improperi per essere stato inopinatamente lasciato fuori da un pur corposo elenco;
  3. chi si è mostrato (eccessivamente) entusiasta dicendosi “pronto a sostenere disinteressatamente il progetto”, salvo poi squagliarsela alla notizia che il sostegno economico non dava alcuna garanzia di vedere presentata la propria Spa sotto una miglior luce, nè tantomeno dava per certo il mero inserimento nelle graduatorie;
  4. chi ha ritrovato nei nostri elaborati gli stessi principi per i quali in passato aveva combattuto molte battaglie, tutte perse; e infine
  5. chi ha aderito al progetto. Con discrezione ma anche in maniera concreta.

Perchè, è bene dirlo con chiarezza: alla base di ogni progetto, anche il più elementare, vanno considerate le risorse. I soldi. Sì, proprio loro, smettiamola di pensare che sia inelegante anche solo farne cenno. Al contrario, occorre parlarne se si pretende trasparenza. Occorre discuterne, per dire che il nostro progetto deve autosostenersi, come qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Ma per dire anche, nello stesso tempo, che a nessuno di noi MAI verrà in mente di drogare le graduatorie in cambio del sostegno economico. Come avviene da sempre - con pessimo malcostume - nel mondo italiano delle Guide, in molti settori della vita economica. E infatti, come dicevo sopra, ci sono state reazioni di ogni tipo alla prima edizione. Anche giudizi pesanti, ma nessuno, neppure uno ha parlato di malafede o addirittura di commercio dei profili.

Possiamo sbagliare, certamente, ma qui ci si muove in una casa di vetro, nella massima trasparenza. Tutte le notizie che riportiamo sono verificabili, mica stiamo parlando di documenti segreti: le Spa selezionate in questo periodo sono più o meno tutte aperte. Andate a visitarle. Visitate i loro siti Internet e le brochure illustrative. Verificate, verificate, verificate. Molte tra le voci critiche, ma sarebbe meglio dire infastidite dalla nostra iniziativa ci hanno rivolto le stesse domande: Ma voi chi siete? Chi vi dà l’autorità di emettere giudizi su aziende che investono denaro e fatica e affrontano quotidianamente i mille problemi che un’impresa incontra nella malandata Italia contemporanea? Ci sembrava di aver già chiarito questi aspetti nel primo numero del Magazine e anche sul Portale, ma a questo punto sarà opportuno tornarci sopra e a tal proposito invito a leggere il report di copertina a pagina 10. Una cosa, tuttavia, mi preme dire subito: vorremmo essere giudicati sui fatti. Noi esaminiamo la realtà e lo facciamo attraverso lo sguardo di professionisti veri che hanno lasciato sul campo decenni di vita e di impegno.

E attenzione!, riportiamo in graduatoria esclusivamente le Spa di eccellenza e non quelle di livello inferiore. Esserci, anche se con il cerotto di qualche critica o con un punteggio di valutazione che si ritiene non lusinghiero, fa una bella differenza con il non esserci. In termini di comunicazione, promozione e qualificazione dell’impresa e, al dunque, di volume d’affari. Basta dare un’occhiata non superficiale ai numeri di connessione al Portale e alla capillare diffusione del Magazine per farsene un’idea. Infine, siamo in debito di un chiarimento in merito alle ragioni che - secondo noi - hanno portato alcuni grandi gruppi e i principali stabilimenti termali a snobbare in questa fase il nostro progetto. Detto che si tratta di una reazione assolutamente plausibile, noi pensiamo che ci sia dell’altro e ne parleremo diffusamente nel servizio alle pagine 18 e 19 anche se vogliamo stimolare la curiosità del lettore con la seguente domanda: a chi tra i protagonisti del Benessere Italiano pensate che faccia gioco lo status quo, un mercato che resta fermo, aziende che non innovano e potenziali nuovi attori sulla scena del Wellness che restano fermi al palo, intimoriti da una normativa volutamente blanda e inefficace e dalla scarsa conoscenza delle dinamiche che governano questa complessa attività? Vedremo chi ha da guadagnarci.

Per noi, l’utile sarà aver dato il nostro minuscolo contributo a migliorare il mondo delle Spa, portando in luce il tanto di buono che si muove intorno a noi in questo campo, e dando agli appassionati le informazioni necessarie per una scelta consapevole. E se a qualcuno questo darà fastidio, prima o poi se ne farà una ragione.

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