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Giovedì, 12 Aprile 2018 16:28

Il mondo delle Spa visto dai ricercatori della Bocconi

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Spa, beauty farm, centri benessere sono termini che definiscono un comparto in forte crescita e che vengono utilizzati da numerosi operatori con attività estremamente variegate tanto che risulta difficile definire i confini e il valore di tale comparto.

Con riguardo alle stime di valore del mercato del benessere, si va dai 708,4 milioni di euro del segmento terme + benessere (4 miliardi di euro considerando l’indotto) secondo i dati Astarea su valori Federterme e Databank 2006, fino ai 10 miliardi di euro per circa 20.000 operatori del mercato dei centri benessere (che esclude invece termalismo e SPA collegate ad hotel) secondo i dati del 2007 a cura di AICEB. Dal significato originario di salus per aquam, a livello internazionale SPA è diventato un concetto di marketing associato a moltissime tipologie di centri (estetici, termali, benessere fino ai semplici solarium con sauna). Negli Stati Uniti sono state censite da International SPA Association nel 2007 oltre 14.600 SPA (divise tra una miriade di categorie: day spa, resort spa, medical spa, dental spa, club spa…) per un valore di circa 9.4 miliardi di dollari cresciuto del 48% dal 2003. Si calcola che in USA il consumo di prodotti e servizi collegati al benessere si collochi al terzo posto tra le attività per il tempo libero.

L’Italia è l’unico paese dove per legge il concetto di SPA può essere utilizzato solo in relazione a centri termali o che comunque prevedano l’utilizzo di acque minerali. Gli stabilimenti termali in Italia sono 380, ripartiti fra 170 comuni. E secondo dati Federterme il 72% delle prestazioni termali sono legate a cure mediche e comunque prevedono la presenza di un direttore sanitario. Questa definizione di SPA però esclude tutti i trattamenti non terapeutici ma di benessere (relax, dimagrimento) che sono invece un segmento in forte crescita. Secondo la ricerca Bocconi, che ha realizzato una mappatura consultando tutti i principali portali benessere e realizzando interviste ai principali operatori del settore, sarebbero 1372 nel 2008 i centri in Italia qualificabili come SPA in una definizione più allargata di centri che dispongono sempre di un’area umida (non necessariamente termale), un’area trattamenti e un’area relax. Di questi, 740 sonoqualificabili come SPA associate ad un centro residenziale (hotel, agriturismo o hotel in centro termale) mentre 632 sono qualificabili come day SPA, cioè non associate ad una struttura ricettiva. Delle SPA residenziali il 43% è collegato al termalismo (stabilimenti termali, stabilimenti termali con hotel, stabilimenti termali con agriturismo, hotel termali) mentre il 53% e collegato ad hotel ma, pur avendo un’area umida, non è localizzato in un’area termale (hotel focus SPA, hotel con SPA accessoria). Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione dell’offerta a seguito della migliore informazione e del maggiore interesse della popolazione per il benessere. Che ha determinato un più ampio accesso a cure e trattamenti, prima riservati ad una clientela facoltosa e matura.

Così il mercato si sta segmentando in funzione della capacità di spesa: delle spa in hotel il 61% è a 4 stelle il, 13% a 5 stelle, il 26% sotto le 4 stelle. In termini di target l’offerta è rivolta prevalentemente ad individui (sia uomini che donne) ma un 27% - previsto in crescita - è rivolto a famiglie, con trattamenti specifici per bambini. Secondo la ricerca Bocconi la quota delle SPA collegate ad hotel, soprattutto in fascia di mercato medioalta e alta, è in continua crescita, dal momento che le vacanze si fanno sempre più brevi e frequenti e si desidera ottenere simultaneamente un’esperienza turistica, relax e trattamenti. Secondo gli intervistati quello che farà la differenza nel futuro sarà la localizzazione e la qualità del servizio. La localizzazione è il motivo principale che porta a scegliere una SPA residenziale. E si è notata anche una crescente personalizzazione dell’offerta trattamenti in funzione delle specificità del luogo (es. talassoterapia, vinoterapia, bagni di fieno).

Ci si aspetta inoltre un consolidamento e una migliore strutturazione del mercato con la ricerca, oltre che una maggiore chiarezza normativa (esiste una proposta di legge presentata da AICEB per riordinare il settore) insieme ad un incremento della qualità dell’offerta. Nota dolente è al momento la qualificazione del personale che non ha seguito lo stesso sviluppo del mercato e delle esigenze del cliente. Molti operatori auspicano interventi per un definitivo sviluppo della formazione e della professionalizzazione degli operatori del comparto.

708 Milioni di Euro il valore di mercato in Italia

“Mappatura e analisi strategica del settore delle Spa in Italia“ è il titolo di uno studio realizzato nell’arco del biennio 2008/2009 dall’università milanese per conto della Unipro, l’associazione delle imprese cosmetiche. Si tratta dell’ultimo, più serio lavoro di ricerca in tema di benessere. Dopo quello effettuato nel 2000 dal Censis, intitolato: “Il Benessere e gli Italiani”. Pur presentando ampi margini di approfondimento, tanto nell’assunzione delle informazioni quanto nell’analisi delle notizie*, la ricerca bocconiana “centra”, insieme alle ragioni di ottimismo, alcune delle fondamentali problematiche che affliggono il settore. Per questa ragione, pubblichiamo qui nuovamente una sintesi di presentazione fatta dagli stessi autori. Riservandoci di dare ampio spazio, nei prossimi numeri del giornale, a grafici e commenti.

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