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Martedì, 26 Giugno 2018 11:56

L’ACQUA: il più potente mezzo per rinascere a nuova vita. Lo diceva già Talete di Mileto.

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“L’acqua è la migliore delle cose, la sostanza dalla quale tutto ha preso vita”: Talete (624 a.C.-547 a.C.) non si sbagliava e la definiva come “phisis”, principio di ogni cosa.

Fin dai tempi più antichi, In tutte le civiltà l’acqua è stata considerata come la medicina più semplice e a portata di mano. Ma la sua forza la circonda subito anche di una dimensione sacra: il guerriero colpito cercava subito una sorgente dove bagnare la sua ferita nella speranza di calmare il dolore; la madre afflitta bagnava la fronte del figlio in preda alla febbre invocando la guarigione; gli antichi sacerdoti egizi seguivano rigorosamente il precetto di lavarsi più volte al giorno per proteggere la purezza che li avvicinava agli dei. Davanti a tutti i templi erano sistemati i sacri lavacri per i riti di devozione con i quali gli uomini hanno sempre tentato di elevarsi dalle povertà terrene, per assurgere ad una beatitudine tanto desiderata.

Ogni religione cura nel profondo la sacralità dell’acqua e tanti sono i simboli che la collegano all’essere segno divino. Una costante è ritenerla sostanza primordiale dalla quale nascono tutte le forme e alla quale tutte ritornano. Le sorgenti e i fiumi sono infatti luoghi teofanici, cioè quei luoghi presso i quali il divino ama manifestarsi. Non è un caso dunque, che tutte le religioni raccontino di un diluvio universale con il quale la Divinità decide di punire e di purificare, di porre fine e dare nuovo inizio alla vita.

 

 

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